| Aury88
October 31 |
se questo stile di mappatura non ti piace o ti sembra incorretto puoi aprire una discussione separata.
è evidentemente sbagliato, ma se qualcuno preferisce inserire appositamente con un metodo sbagliato io non mi batto per farlo smettere, mi limito a sottolineare che non è giusto, poi decidete voi
qui volevo limitare la questione all’uso dello schema bremen e di come il suo utilizzo consenta di evitare l’(ab)uso di addr:… ti ricordo che questa discussione su i POI periferici o interni è già stata aperta più volte e che tra un POI rappresentato come un punto messo in maniera più o meno casuale dentro l’edificio ed uno messo dove si trova l’ingresso di quel POI molti preferiscono la seconda. se di un errore si tratta è un errore facilmente risolvibile e che non comporta alcuna difficoltà (copi i tag che non servono dall’ingresso e li sposti in un punto dentro l’edificio)
certo, si può sempre correggere tutto, ma eviterei di documentare un errore come metodo alternativo.
la questione degli addr: ripetuti è invece un problema perchè non si ha modo di sapere, senza un sopralluogo, se tutti gli ingressi sono effettivamente segnati con lo stesso civico e se non è cosi non sai quale degli ingressi abbia effettivamente quel civico.
con una mappatura accurata e dettagliata è possibile: nodo sul perimetro di un edificio (possibilmente con entrance=*), allora civico, lo stesso per nodi con barrier=gate
cosa significa “privo di civico”, se hanno un indirizzo dovrebbe andare bene?
se ha un indirizzo proprio e addr: fa riferimento a quell’indirizzo non c’è ambiguità non ci sono doppioni.
“doppioni” ci sono nella realtà, ogni indirizzo può occorrere infinite volte, senza alcun problema. Tutti gli inquilini del mio palazzo hanno lo stesso civico.
la situazione attuale a milano non è questa:
questo è sbagliato probabilmente, perché i civici volano all’interno dei palazzi, invece dovrebbero fare parte del contorno degli edifici. Non è bello da un punto di vista di bellezza dati, ma non è nemmeno grave, in questo caso non crea nessuna complicazione pratica.
Non proprio un problema reale per la maggior parte degli utenti, ma topologicamente errato.
Io da anni leggo che i civici sono punti, e ora ci stai parlando di “civico di edificio”?
la realtà non è così, se leggessi l’esempio di milano capiresti. li tutti i negozi di un edificio in molti casi ereditano l’indirizzo dell’ingresso a quell’edificio sulla via perchè i negozi sono sprovvisti della propria targhetta.
se metti l’indirizzo del POI al POI non ha importanza se si riferisce ad un civico individuale o ad un ingresso in comune, il POI ha il suo indirizzo e l’ingresso anche il suo, e dai tag capisci che uno è un POI e l’altro un ingresso.
Non pochi sono i casi dove un poi ha più civici a disposizione. La scelta quale da usare la lascio al POI e replico ciò che loro usano, che può essere un civico o anche un range o una lista.
Con bremen rimane valido il principio di mappare con addr: solo il punto in cui c’è effettivamente l’ingresso con la targhetta, e con contact: l’indirizzo segnato sullo scontrino.
io ho letto nel passato altri interpretazioni di contact:housenumber, chi sosteneva che si poteva così indicare un indirizzo di contatto che non era l’indirizzo del POI. Forse questo oramai è chiarito, forse ancora persone differenti usano il tag con intenzioni diverse?
Leggi l’esempio. per te non è un problema avere centinaia di civici ripetuti dove non si sa più quale dei tanti addr:housenumber con lo stesso value sia effettivamente l’ingresso con indicato un dato civico?
esatto, non è nessun problema, la domanda in se dovrebbe interessare probabilmente pochi, ma a parte questo già con l’attuale sistema gli ingressi si riconoscono dai tag, entrance=* per ingressi nei palazzi e barrier= per ingressi nelle recinzioni
Quello che vedo da fare è la sistemazione di tutti quei civici volanti per strada o all’interno degli edifici, nonché il rilievo di tutti i civici ancora mancanti completamente.