Vorrei prendere spunto dal “Progetto del mese (Febbraio 2026): Lampioni” della community italiana per una riflessione più ampia su cosa sta diventando e in che direzione potrebbe andare il progetto di mappatura condivisa OSM in futuro.
La realizzazione di questa mappa mondiale su base volontaria è un progetto ambizioso che ha ormai raggiunto un buon grado di maturità, soprattutto grazie all’instancabile lavoro di tanti volontari che ogni giorno la implementano con nuovi dati e che viene ormai sempre più utilizzata anche da enti e istituzioni terze come base dati su cui elaborare nuovi progetti.
Tutto il tempo impiegato dai volontari per arricchire e mantenere aggiornata la mappa è una grandissima risorsa e andrebbe utilizzato nel modo più redditizio possibile, evitando di disperdere energie su vicoli secondari, che se a prima vista possono anche sembrare virtuosi, alla lunga potrebbero risultare controproducenti.
Non a caso mi riferisco al progetto del mese sui lampioni; premetto che anch’io sto partecipando a questa sfida e ho già mappato più di cento lampioni, non voglio quindi denigrare la scelta fatta, ma mi ha anche permesso di avviare una riflessione che ritengo importante e quindi vorrei condividerla con voi.
Secondo me, noi (e mi riverisco a tutti i mappatori volontari) dovremmo concentrarci maggiormente su aspetti più concreti e importanti della mappatura e lasciare attività che possono essere definite secondarie ad altri soggetti.
Mi spiego meglio.
Basandomi sul trend attuale a fine mese potremo aver mappato 100.000 nuovi lampioni? mettiamo pure anche il doppio, ma che percentuale sarà sul totale dei lampioni presenti in Italia? Una esigua percentuale, immagino. Quindi avremo speso una grande quantità di ore/lavoro sul progetto per poi avere un risultato poco incisivo. Questo alla lunga potrebbe anche avere effetti disincentivanti su sfide future.
Io penso che lo scopo principale di questa mappa sia fornire dei dati il più aggiornati possibili in ambito naturalistico, urbanistico ed umanitario e quindi sarebbe già un enorme lavoro implementare e mantenere aggiornati i dati relativi a urbanizzazione, viabilità, trasformazioni naturali del territorio, frane, erosioni, sentieristica, ecc. ecc.
C’è poi tutto un sottobosco di dati che la mappa sopporta fra cui appunto i lampioni, le reti idriche e fognarie, le reti tecnologiche e quant’altro, che però rappresentano un insieme di dati non direttamente utilizzati da un utente comune.
Ecco quindi che immagino che la mappa OSM, che secondo me è ormai diventa adulta (cioè sufficientemente completa e aggiornata), potrebbe cominciare a uscire dal suo ambito puramente volontaristico e ancora un pò troppo “ludico” e diventare un importante strumento a disposizione di tutti.
Per quanto riguarda ad esempio gli agglomerati urbani, immagino che a parecchi comuni farebbe comodo avere delle belle mappe di tutte le proprie reti di illuminazione, con i loro lampioni etichettati (ref) e delle reti tecnologiche e idriche interrate, con tanto di localizzazione dei vari tombini e diramazioni.
Si potrebbe quindi cominciare a tessere dei contatti con le varie amministrazioni in modo intanto da fargli conoscere la nostra realtà e poi da invitarli a partecipare in prima persona al progetto, se non altro per quando riguarda questi che io chiamo aspetti secondari, ma che per loro potrebbe essere anche primari. A costo quasi zero potrebbero mapparsi tutte queste reti e avere così uno strumento gestionale tecnico molto flessibile e avanzato e noi potremmo continuare a lavorare su aspetti più generali e magari più appaganti del progetto.
Ripeto ancora una volta: non è mia intenzione denigrare il lavoro di mappatura di sotto-servizi come potrebbero essere lampioni, reti fognarie ecc. ma mi sto rendendo conto che le mappe OSM hanno dei potenziali veramente illimitati, ci si può inserire di tutto; il loro grado di completezza (almeno nelle nostre zone) è già davvero alto, anche solo il mantenerle aggiornate adesso necessità già di tante energie; per fare un ulteriore salto di qualità, e diventare veramente adulti, dobbiamo cominciare a organizzarci, non basta più il lavoro volontario e a macchia di leopardo fatto finora, ci si deve organizzare meglio, coinvolgere nuovi soggetti come le pubbliche amministrazioni, che hanno il personale per farlo e l’interesse che venga fatto, in modo che tutti assieme si possa davvero arrivare in un futuro non troppo lontano ad avere una mappa da cui non si può prescindere.
E se la mappa OSM diventerà imprescindibile, a quel punto sarà interesse di tutti contribuirci e allora si che camminerà da sola.