mensileOSM 8 (Dicembre 2025)

Riflettori su… Mannivu!

La sua homepage e i suoi contributi.


Ciao Mannivu! Ti va di presentarti ai lettori del mensileOSM?

Ciao a tutti, sono Manuel, ho 34 anni e abito nella bassa provincia bergamasca e sono un educatore professionale.


Quando e come hai conosciuto OpenStreetMap?

Come ho scoperto OSM non lo so, molto probabilmente attraverso Facebook, Instagram o Foursquare, però a giudicare dalla mia prima modifica ho scoperto il progetto nel 2014, poi l’ho praticamente abbandonato fino al 2018 quando l’ho riscoperto e da allora ho mappato tantissime cose.


Come utilizzi OpenStreetMap?

Uso OSM tramite OsmAnd che ormai da qualche anno è la mia app principale per gli spostamenti assistiti (non l’unica perché purtroppo ha qualche pecca e il database è comunque acerbo).


Che tipo di mapper sei e in quale area mappi?

L’area in cui mappo è principalmente la zona in cui abito, ma se sono in vacanza adoro aggiornare e migliorare su OSM il luogo in cui mi trovo. Per questo, principalmente sfrutto applicazioni da smartphone (su tutte Vespucci ed EveryDoor) andando più o meno a memoria e aiutandomi con l’app GeoNotes (da cui esporto le note posizionali in Vespucci per modifiche consistenti). In genere cerco di mantenere i gruppi di modifiche piuttosto piccoli così che, se ci fossero problemi, possano essere annullati senza grossi pasticci o disturbi per gli altri utenti.


Che editor/tool utilizzi?

Forse si fa prima a dire quali non uso, dato che bene o male sfrutto tutti quelli a mia disposizione, alcuni per la loro immediatezza e semplicità (come StreetComplete o MapComplete), altri per la loro profondità dei tag che si possono aggiungere (come EveryDoor e iD), altri ancora perché alle volte è necessario sistemare le geometrie e servono degli strumenti dedicati principalmente a questo (come Vespucci e JOSM). In passato ho anche sfruttato strumenti più acerbi o non più mantenuti, come Meerkartor o Potlatch 2.0.


Cosa stai mappando? Hai una specializzazione?

Mappo più o meno tutto, dal negozio mancante alle strade che necessitano di correzioni. Nei momenti di noia mi piace saltare nei vari progetti di Quality Assurance (Osmose su tutti, in precedenza anche KeepRight!) o fare qualche sfida MapRoulette (ne ho pure creata qualcuna sulla Quality Assurance!)


Qual è il tuo più grande traguardo come mapper?

Non credo di averne, mappo perché mi piace e mi rilassa.


Perché mappi? Cosa ti motiva?

Migliorare il database, perché qualcosa non va ed è errato o semplicemente per far sì che altri possano trovare la strada di casa o il negozio che cercavano.


Hai qualche idea per espandere la comunità di OpenStreetMap, per motivare più persone a contribuire?

L’unico modo sarebbe evitare che la maggior parte dei siti porti l’utente direttamente su Gmaps o che non sia l’unica applicazione di navigazione installata di default (ma è un sogno quasi utopico).


Hai contatti con altri mapper?

Principalmente online tramite Telegram, il forum di OSM e le mailing list. Di persona, ancora, no. In futuro chissà.


Qual è secondo te il punto di forza principale di OpenStreetMap?

Non tanto il fatto che chiunque possa modificare, ma il fatto che chiunque possa correggere più o meno facilmente, è in questo modo che il progetto può essere solido e sicuro dei dati.


Quali sono le sfide più grandi per OpenStreetMap?

Essere conosciuto fuori dalla sua nicchia, creare un database delle aree rurali e trovare nuovi mappatori.


Come rimani aggiornato sulle novità relative a OpenStreetMap?

Principalmente tramite il WeeklyOSM (che spesso traduco e controllo personalmente, anzi, se qualcuno volesse aiutare a tradurre e controllare occhi in più fanno sempre comodo), ma anche sul gruppo Telegram della community italiana e anche dai vari profili del fediverso.


Per concludere, c’è qualcos’altro che vorresti condividere con i lettori di mensileOSM?

Innanzitutto un ringraziamento va a Ivan per la fantastica idea del MensileOSM, ma anche a tutti gli utenti con cui negli anni mi sono ideologicamente scontrato perché eravamo su idee contrapposte riguardo come mappare qualcosa e che mi hanno portato spesso a vedere le cose da un altro punto di vista. Invito tutti i mappatori, quando mappano, a mettersi nei panni di utenti con disabilità (visive, motorie, percettive) e tenere conto anche di loro quando inseriscono dati nel database: spesso chi non ha disabilità non pensa a questa cosa, ma per certi utenti la grande disponibilità di dati di OSM è fondamentale per avere un pizzico di indipendenza in più.


Grazie, Manuel, per questa intervista!

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