Definizione di network=*

Su l gruppo telegram nazionale è iniziata una discussione riguardante la definizione di del tag da assegnare alla key network nelle fermate, relazioni, ecc. del trasporto pubblico.
Si discute di quando non ci siano Comunità vere e proprie come per esempio STIBM a Milano, Metrebus a Roma, Formula a Torino e altre, cosa che quindi rende più difficile l’etichettatura di network.

Qui sotto un riassunto (fatto da me) sulla conversazione.

Conversazione su telegram riassunta

Piccolo riassunto della conversazione:
Il tutto deriva dall’utilizzo dei valori di network uguali a quelli di operator, ad esempio:

network=Società Vicentina Trasporti
network:short=SVT
network:wikidata=Q25409992
operator=Società Vicentina Trasporti
operator:short=SVT
operator:wikidata=Q25409992

Opzione che però è subito stata definita da molti come non corretta.
Poi @giopera proponeva di distinguere in base all’area di validità dei biglietti, che nel caso di SVT si distinguono nei vari urbani di alcune città e gli extraurbani.
Si faceva notare come spesso in FVG il tagging è opposto a quanto generalmente attribuito a network e operator, con TPL FVG taggato come operator invece che essere network. I singoli operatori del servizio sono invece taggati come network.
Io (@AwFi) sostengo che taggare per tipo di biglietto è limitante in quanto si verrebbero a creare decine di network per ogni provincia, considerando operatori pubblici e privati, nell’esempio della provincia di Vicenza.
Giacomo sostiene l’idea di giopera sulla differenziazione in base all’area di validità di biglietto, quindi con divizisioni di extraurbano, urbano ecc, cosa ritrovata anche in toscana da Daniele.

Giacomo propone:

Per l’Italia stavo infatti elaborando una definizione che a me sembra adeguata, tipo “Le network sono differenziate, nell’ordine, dalla categorizzazione effettuata dall’operatore, dalla tipologia di tariffazione, e dal mezzo che viene utilizzato (metro, tram, bus…)”, che penso si possa applicare alla maggior parte degli operatori senza problemi.

Al quale io obietto che questa serie di definizioni spezzerebbe le comunità tariffarie. La risposta è che non si arriverebbe a quel punto visto che le aziende già categorizzano il tutto in comunità tariffaria.
La mia risposta segue che le comunità tariffarie sono gestite non dalle aziende ma da chi paga il servizio. a cui mi viene risposto che non dovrebbe essere rilevante chi paga il servizio. La mia obiezione finale è che il network dovrebbe essere totalmente indipendente da chi opera il servizio.

TL;DR: sembra si stia convergendo che se non esiste una comunità tariffaria si va a taggare in base alla zona di validità del biglietto.

Il topic è particolarmente importante anche per il prossimo progetto del mese che riguarda le fermate del Trasporto Pubblico!

Ho provato a creare un flowchart con le idee che sono uscite dalla discussione su telegram e su quanto penso sia corretto, è una bozza tanto da avere un processo logico da seguire.

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Da “il biglietto acquistato può essere usato su diversi mezzi e con più operatori” escono due No; penso che quello che va a “esiste una comunità tariffaria” debba essere sostituito con un Si.

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Segnalo questa discussione: https://community.openstreetmap.org/t/sistemazione-reti-e-operatori-di-trasporto-pubblico-locale-in-toscana-autolinee-toscane/97126

Per quanto riguarda la Toscana, dove è stata fatta una gara regionale per l’affidamento del trasporto pubblico che ha di fatto assorbito tutte le storiche aziende di Tpl locale, tutto il trasporto pubblico è gestito da Autolinee Toscane, che ha una sorta di tariffazione simil-uniforme, ma secondome incompatibile col concetto attuale di network.

Qui si nota come i capoluoghi di provicia hanno tutti la stessa tariffa urbana, ma altre città non capoluogo ne hanno una differente. L’unica uniformità di tariffazione è quella extraurbana che va in base al chilometraggio.

Almeno a Pisa, come negli altri capoluoghi, il cambio di operatore non ha comportanto una nuova numerazione delle linee di autobus.

Altro bit sulla situazione Toscana, il biglietto “urbano capoluogo” al prezzo di 1,70€, ha validità diversa tra la città metropolitana di Firenze e il resto dei capoluoghi.

TL;DR;
Per il resto, le paline delle fermate, i biglietti e gli autobus sono quelli di Autolinee Toscane.Nel caso toscano, il network potrebbe essere “TPL Regione Toscana” mentre AT è l’operatore (almeno fino al 2032).

Secondo me network semplicemente si riferisce alla rete di mezzi al quale si può usufruire con lo stesso biglietto, in alcuni casi però abbiamo che non è esplicitamente definito un nome ufficiale per la rete, io nel caso della mia città sto usando “Servizio Urbano Barletta” che è quello che c’è scritto sui fianchi dei bus, sul sito del comune e sulle paline non viene menzionato nulla che possa essere considerato un network, ma a dire il vero non so cosa è riportato sul biglietto visto che non ne ho mai comprato uno (ho mappato ciò che ho mappato seguendo i bus in bici)

La domanda è: ha senso aggiungere un tag network che non è ufficiale comunque? Secondo me la risposta è sì

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Per quanto riguarda Barletta facendo una ricerca ho trovato che è gestito da “Scoppio srl autolinee e figlio” su bando della Regione Puglia (vedi Trasporto Pubblico Locale: pecora nera o fiore all’occhiello di Barletta? - Barletta news24city ). Concordo che a volte è complicato riuscire ad avere queste informazioni, si può mettere “Servizio Urbano Barletta” l’importante è che il nome sia lo stesso per tutte le linee collegate.

This is also my interpretation for the ‘network’ key and in PTNA

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Sì, Scoppio gestisce varie linee in Puglia infatti è l’operator in questi casi, ma queste varie linee sono collegate in alcun modo? No, e dato che non lo sono, evidentemente il network dev’essere diverso. Poi adesso vado in off topic però magari ad avercela una rete di trasporto pubblico integrata per tutta la regione… questa però è solo utopia

Con questa definizione c’è un problema però, secondo me: cosa possiamo intendere con “lo stesso biglietto”? Intendiamo la tipologia (per tratta a km, o a tempo, ecc), o effettivamente il costo? Nel primo caso sarei d’accordo, nel secondo no: nel caso di ulteriori suddivisioni tariffarie (ad es. TU1 e TU2 nel servizio urbano di Padova, come anche le varie aree Mi a Milano) è impossibile applicare questa definizione.

Ritengo inoltre, più generalmente, che nella definizione di network debba essere dato un peso a ciò che l’utente che usa il TPL vede: se la comunità tariffaria comprende tipi di veicoli diversi (sia bus che tram, treno, metro ad esempio girano nella STIBM), gestiti peraltro da operatori diversi (come ATM, Trenord…), mi sembra inesatto usare la stessa network per tutto.

(p.s. il Giacomo nominato nel messaggio iniziale di AwFi sono io)

Che tutta la rete di linee per cui quel biglietto è valido determina il/la network. Ecco anche perché non sono d’accordo sul dividere i network in base al tipo di mezzo, d’altronde se sei a Milano usi metro, tram e bus con lo stesso biglietto/abbonamento in base a necessità, poco importa all’utente chi è l’operatore del servizio.

L’unica cosa che andrebbe rivista giustamente a Milano per esempio è la questione STIBM come network che per carità non è proprio errato ma è più un super network, che raggruppa le varie zone tariffarie, ora però così su due piedi non so se le relazioni super network sono supportate come nel caso dei route

Io trovo che invece la comunità tariffaria (es: STIBM) sia la definizione di network perfetta, posso andare dove voglio con che mezzo voglio con un biglietto valido in una determinata zona, e mi da proprio il senso di network. E secondo me le zone sono un non problema perché anche con un biglietto kilometrico posso fare solo n kilometri ma non di più.

Purtroppo queste comunità tariffarie esistono solo limitatamente in Italia a differenza della Germania per esempio. Da qui il problema con la sua definizione generale.

L’operator è chi gestisce il servizio può essere importante per l’identificazione del servizio ma non dovrebbe avere effetto sulla definizione di network se un normale biglietto permette di prendere mezzi di più operatori. Da qui il flowchart che avevo postato prima.

Poi certamente esistono diversi tipi di biglietti ma di solito sono categorizzati, e TU1 e TU2 mi pare facciano tutti e due parte della categoria urbana. Io sarei per utilizzare queste categorie di massima urbano/extraurbano dove non esistono comunità tariffarie e dove c’è tale distinzione.
In generale mi trovo d’accordo con la definizione:

La rete di mezzi al quale si può usufruire con lo stesso biglietto

Ma la modificherei in:

La rete di mezzi al quale si può usufruire con la stessa categoria di biglietto

in modo da non avere problemi nel caso di presenza di più biglietti urbani o extraurbani che però magari sono molto simili ma parziali rispetto all’area tariffaria, di cui ne esistono versioni diverse per tempi o aree.

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per la Germania posso confermare che esistono, si chiama Tarifverbund o Verkehrsverbund.
Puoi vedere qui, c’è anche la mappa:

Generalmente io ti direi entrambe errate, quello che mi verrebbe da dire è l’area in cui una certa modalità tariffaria viene utilizzata, questo comprende sia la tariffa delle aree metropolitane ad anelli, gli extraurbani a chilometraggio e gli urbani, semplicemente hanno tipi di tariffa diversa, ma la tariffa è uniforme su tutte le linee appartenenti a questo network.

P.S.: Mi sono accorto ora che ho letto male, direi che è uniforme con la 1a, pensavo si stesse parando del valore…

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l’idea dello stesso biglietto non funziona del tutto, ad esempio con interrail puoi viaggiare in tutta l’europa in treno, ma sono reti diversi.

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Direi che sarebbe utile arrivare ad una convergenza su network=* prima di giovedì, così da poter iniziare il progetto di maggio già con idee chiare e partire subito con le varie correzioni. Ho visto che non sono l’unico ad avere perplessità sull’indicazione della comunità tariffaria come network (visto che sarebbe più definibile come una rete di reti di trasporto), ma per il resto sembra tutto perfettamente riassumibile dal flowchart che ha fatto AwFi all’inizio del thread. Dovremmo quindi lavorare ad una definizione da inserire nella pagina wiki italiana. La mia proposta si trova nel primo messaggio ma dopo gli spunti emersi qui va sicuramente cambiata

Pensavo ad una definizione del genere, ma non è semplice schematizzare l’assurda complessità del sistema italiano.

Per network si definiscono tutte quelle fermate, linee, biglietterie e altre entità collegate nelle quali vale una determinata categoria di biglietto.
La definizione principale di network è quella di comunità tariffaria, che dove esiste deve essere utilizzata, esempio STIBM.

In assenza di comunità tariffarie ma in presenza di un autorità che appalta un servizio di trasporto nel quale per acquistare un titolo di trasporto è sufficiente interfacciarsi con tale ente o con un singolo interlocutore (bigliettazione integrata), network è il nome stesso dell’ente salvo denominazione ufficiale di tale appalto/tariffazione. Esempio con nome della tariffazione: SFR Piemonte (Servizio Ferroviario Regionale Piemonte, gestito dall’Agenzia della mobilità Piemontese). Esempio senza nome della tariffazione: TPL FVG. La differenza rispetto alla comunità tariffaria è la categoria singola di applicabilità, come per esempio della SFR piemontese un biglietto su essa non vale per un autobus percorrente la stessa tratta, stessa cosa ma opposta nei mezzi per TPL FVG (c’è l’eccezione del trasporto marittimo ma è molto ridotta).

In caso la bigliettazione sia demandata ad un operatore per il quale esiste una sola categoria di biglietto, il network coincide con l’operatore, esempio: Italo (forse poco calzante).

Se la gestione dei biglietti è demandata all’operatore oppure oppure se la gestione è effettuata da un agenzia pubblica per i trasporti che suddividono le aree coperte con vari categorie di biglietto, in assenza di nome definito lo si definisce per area di applicabilità e tipo di servizio. Ad esempio se i biglietti sono chilometrici per il servizio extraurbano e ad aree per quello urbano, sia essa una scelta dell’operatore o dell’agenzia pubblica. I nomi quindi possono essere: “Servizio Extraurbano Vicenza” oppure “Servizio Urbano Padova”, dove il primo è una categoria di biglietto chilometrico mentre il secondo ad aree.

NB: non importa l’area del singolo biglietto ma della categoria di esso, quindi a Padova dove attualmente (04/2026) esistono due aree di validità dei biglietti si considerano comunque un’unica categoria.

Allego flowchart aggiornato in pdf per la leggibilità, fatemi sapere cosa ne pensate.
network.pdf (45.6 KB)

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qualcuno ha altre proposte?
Ci sarebbe da creare la traduzione in Italiano della pagina di network e sarebbe bello averla pronta per il primo maggio con l’avvio del progetto del mese sul trasporto pubblico.

Con questa mi ritrovo più d’accordo rispetto a prima, ma secondo me la priorità dovrebbe averla la suddivisione “ufficiale” che fanno gli operatori, più che altro. Ma sono più che d’accordo ad usare questa definizione se la comunità italiana la ritiene corretta

Anche secondo me.

Ad esempio a Pescara e Chieti esiste un sistema tariffario integrato, ma la percezione che si ha consultando i siti degli operatori è che esso si applichi a reti comunque distinte (si vedano le pagine Linee Urbano Pescara e rete urbana Città di Chieti).

Però da quel che leggo il biglietto ha validità temporale ed è valido su tutta l’area integrata indipendentemente dalla zona urbana o extraurbana in cui si usa il biglietto. Mi sono perso qualcosa?
Poi l’operator è certamente il riferimento che si va a prendere per verificare le linee e gli orari, ma quello appunto è operator per me.